Nella homepage di emdr.it compare la dicitura “SITO UFFICIALE EMDR”.
La domanda “ma lo è davvero?” nasce perché, così com’è scritta, questa formula può generare confusione nel lettore medio: non indica subito “ufficiale rispetto a chi”. In un ambito delicato come salute, terapia e formazione, quel dettaglio pesa, perché la parola “ufficiale” viene spesso letta come investitura “forte”, anche quando l’intento è semplicemente organizzativo o associativo.
Questa analisi è linguistica e comunicativa. Non attribuisce intenzioni o illeciti a persone o enti e non è un parere legale. Per correttezza, si riferisce a contenuti pubblicamente visibili alla data del 26 febbraio 2026.
Che cosa significa “può confondere” in questo articolo
Quando qui si dice che una formula “può confondere”, non si sta dicendo “è falsa” o “è illegale”. Si sta dicendo una cosa più concreta: può favorire un’interpretazione più ampia di quella esplicitata, soprattutto quando si usano parole-segnale che molti lettori associano automaticamente a autorizzazioni o riconoscimenti “superiori” (per esempio “ufficiale”, “certificato”, “autorizza”, “unico”).
Quindi: “sito ufficiale” lo è davvero?
La risposta corretta è: dipende dal significato di “ufficiale”.
È ragionevole considerare “ufficiale” in un senso preciso: ufficiale dell’Associazione per l’EMDR in Italia (cioè il sito dell’ente). Questa lettura è coerente con rimandi pubblici, tra cui:
- CNOP, scheda “EMDR Italia”, che indica emdr.it come sito web dell’Associazione:
- EMDR Europe, elenco delle associazioni nazionali (“EMDR Italy”, con rimando al sito):
https://www.emdr-europe.org/about-us/europe-national-associations/national-associations
Diventa invece una formula ambigua se il lettore la interpreta come “ufficiale del metodo EMDR in assoluto” o in senso pubblico/istituzionale. In generale, un metodo terapeutico non ha un “sito ufficiale di Stato”: esistono, al massimo, siti ufficiali di enti e circuiti. Il problema comunicativo è che la dicitura non chiarisce subito quale dei due significati intenda.
Perché il contesto di emdr.it rende l’equivoco più probabile
La scritta “SITO UFFICIALE EMDR” non è isolata. Intorno compaiono altre formule che possono rafforzare nel lettore l’idea di un’ufficialità “forte”.
In homepage l’EMDR viene presentato come “metodo psicoterapico strutturato” e compaiono riferimenti a “organo ufficiale”, “formazione certificata” e “corsi ufficiali e riconosciuti”.
https://emdr.it/
Nella pagina “Formazione di Livello 1” compare la frase: “Ai partecipanti al workshop verrà rilasciato un certificato che autorizza la sua applicazione nella pratica clinica e nella ricerca”, insieme al passaggio “Il workshop è¨ limitato…” (refuso incluso).
https://emdr.it/formazione/formazione-di-livello-1/
Nella pagina “Formazione accreditata” compaiono formule molto nette (“unico organo…”, “convalidano unicamente…”, “istituzioni… autorizzate a fare formazione EMDR”) e ulteriori richiami al ruolo “ufficiale” nell’ambito degli standard.
https://emdr.it/formazione-accreditata-emdr-2/
Il punto non è negare l’esistenza di standard associativi. Il punto è che, per un lettore non esperto, la combinazione “ufficiale + unico + autorizza” può suonare più istituzionale di quanto sia necessario.
La parola che pesa di più: “autorizza”
Nel linguaggio comune “autorizza” è un verbo “da permesso”. Quando lo si collega a un certificato (“certificato che autorizza…”), una parte del pubblico può tradurre mentalmente in termini di “licenza” o “abilitazione”.
https://emdr.it/formazione/formazione-di-livello-1/
Se quella frase convive con “sito ufficiale” e con formule di esclusività (“unico”), la lettura “forte” diventa più probabile anche senza alcuna intenzione particolare.
Nota terminologica su “abilitati”
Nella pagina Livello 1 compare anche l’espressione “psicoterapeuti abilitati…”.
https://emdr.it/formazione/formazione-di-livello-1/
Nel linguaggio comune “abilitati” richiama facilmente un permesso separato. Nel testo normativo, invece, l’art. 3 della L. 56/1989 collega l’esercizio dell’attività psicoterapeutica alla “specifica formazione professionale”.
https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:1989-02-18;56~art3-com1
Qui la questione è solo comunicativa: in un contesto già denso di “ufficialità” e “autorizzazioni”, anche una singola parola può orientare la percezione del lettore.
Essere parte di un circuito internazionale giustifica la dicitura?
L’appartenenza a un circuito associativo internazionale può rafforzare l’autorevolezza degli standard e del percorso interno. Tuttavia, da sola, non risolve l’ambiguità della frase “SITO UFFICIALE EMDR”, perché la dicitura non specifica “ufficiale di chi”: dell’associazione italiana, di EMDR Europe, di un altro soggetto del circuito, oppure del metodo in generale.
Proprio per questo, anche quando esiste una filiera associativa forte, la forma più chiara resta quella che esplicita subito il referente.
Marchio UE 018177392: che cosa aggiunge e che cosa non aggiunge
Nei dati che risultano dai registri pubblici consultabili (EUIPO/TMview) è presente il marchio UE n. 018177392 collegato a “EMDR-Italia”, registrato, di tipo figurativo, con titolare “Associazione per l’EMDR in Italia” (classi 41-42-44).
Questo dato aggiunge un’informazione utile: esiste un perimetro di tutela come segno distintivo. Allo stesso tempo, “figurativo” indica che la registrazione riguarda la rappresentazione grafica del segno (logo/stilizzazione), non automaticamente la sola parola “EMDR” in caratteri standard.
Link di consultazione:
- https://euipo.europa.eu/eSearch/#advanced/trademarks/1/100/n1=MarkVerbalElementText&v1=emdr&o1=AND&c1=IS&n2=MarkFeature&v2=Figurative&o2=AND&sf=ApplicationNumber&so=asc
- https://www.tmdn.org/tmview/#/tmview/detail/EM500000018177392
Chi può usare la parola “EMDR” in Italia: serve un’autorizzazione?
Non esiste un’autorizzazione pubblica richiesta solo per scrivere “EMDR” in un testo divulgativo. Il tema cambia quando “EMDR” viene usato come etichetta commerciale dominante per corsi o servizi e quando il messaggio complessivo suggerisce affiliazioni o investiture.
In pratica, cambia molto tra:
- uso descrittivo: “corso su EMDR”, “introduzione a EMDR”
- uso che suona da investitura: “corso ufficiale EMDR”, “EMDR livello 1” presentato come equivalente, “certificato che autorizza…”
Nel secondo caso aumenta la probabilità di fraintendimento, soprattutto dentro un ecosistema comunicativo già costruito su parole come “ufficiale/unico/autorizza”.
Come rendere la dicitura chiara senza cambiare sostanza
La parola “ufficiale” non è il problema in sé. Il problema è l’assenza dell’ancoraggio.
Una formula più chiara è: “Sito ufficiale dell’Associazione per l’EMDR in Italia”. Così il lettore capisce subito “ufficiale di chi” e si riduce drasticamente l’equivoco.
Allo stesso modo, sugli attestati, verbi come “attesta la partecipazione” o “certifica il completamento del corso” comunicano formazione; “autorizza” comunica permesso. Se si usa “autorizza”, serve una spiegazione esplicita del perimetro (standard associativi, significato preciso del certificato), altrimenti l’equivoco è prevedibile.
Conclusione
Alla domanda del titolo la risposta è a due livelli: sì, se “ufficiale” significa “ufficiale dell’associazione”; no, se viene inteso come “ufficiale del metodo in senso pubblico”. Poiché la dicitura non chiarisce subito “ufficiale di chi”, e poiché nel contesto compaiono parole come “organo ufficiale”, “unico” e “autorizza”, è plausibile che una parte del pubblico la legga “troppo grande”.
Enrico Rizzo, Psicologo della Sessualità Maschile, Sessuologo Clinico (Palermo)
Presidente di MetaPsi APS
www.metapsi.it




