Psychotherapy e psicoterapia non coincidono sempre.
Nel lessico internazionale, psychotherapy indica spesso un’area ampia di trattamenti psicologici, psychological therapies o talking therapies. Nel sistema italiano, invece, psicoterapia ha assunto un significato tecnico-giuridico più specifico: indica l’attività psicoterapeutica disciplinata dall’articolo 3 della Legge 56/1989.
La differenza sembra sottile, ma è decisiva.
Una cosa è parlare di terapia psicologica, cioè di interventi clinici fondati sulla Psicologia e rivolti alla sofferenza, al funzionamento, alla salute mentale e alle relazioni. Un’altra cosa è parlare della psicoterapia come attività regolata dall’ordinamento italiano, riservata a Psicologi e Medici che abbiano acquisito una specifica formazione professionale post-lauream.
Per questo, la formula “gli Psicologi fanno psychotherapy, ma non necessariamente psicoterapia” va letta con precisione.
Non significa che ogni iscritto all’Albo svolga attività clinica o terapeutica. Non significa nemmeno che qualunque intervento psicologico possa essere chiamato psicoterapia.
Significa una cosa diversa: gli Psicologi che operano clinicamente possono svolgere interventi che, nel lessico internazionale, rientrano spesso nell’area ampia della psychotherapy, della psychological therapy o della talking therapy.
Questo però non significa che svolgano necessariamente psicoterapia nel significato tecnico-giuridico italiano.
Confondere i due piani significa rischiare di tradurre una categoria clinica internazionale come se fosse automaticamente una qualifica giuridica italiana.
La radice storica del termine
Il termine psicoterapia nasce come parola culturale, clinica e storica. Non nasce come professione autonoma separata dalla Psicologia.
In origine indica una cura attraverso mezzi psicologici: relazione, parola, ascolto, significato, comportamento, emozioni, processi mentali, esperienza soggettiva.
Con la Legge 56/1989, l’ordinamento italiano ha disciplinato l’esercizio dell’attività psicoterapeutica. Non ha creato una nuova scienza e non ha istituito una professione autonoma di “psicoterapeuta”.
Ha previsto che quella specifica attività possa essere esercitata da Psicologi e Medici dopo una specifica formazione professionale, acquisita mediante corsi di specializzazione almeno quadriennali.
La psicoterapia, nell’ordinamento italiano, si colloca in un’area regolata che coinvolge Psicologia e Medicina, senza istituire una professione autonoma separata.
La psicoterapia, in Italia, è una specifica attività regolata. Non costituisce una professione autonoma separata e non esaurisce il campo della Psicologia clinica.
Psychotherapy nel mondo anglosassone
Nel mondo anglosassone, psychotherapy viene spesso usata come termine ampio. Indica una forma di trattamento psicologico o psicosociale basato sulla relazione, sulla comunicazione e sull’intervento clinico.
Il National Health Service britannico parla di talking therapies e le definisce anche psychological therapies. Le descrive come interventi basati sul lavoro con un professionista formato su pensieri, emozioni e comportamenti. Tra questi interventi rientrano, a seconda dei servizi e delle indicazioni cliniche, CBT, guided self-help, counselling, interpersonal therapy, mindfulness-based cognitive therapy, EMDR e altri trattamenti psicologici.
Anche l’American Psychological Association definisce psychotherapy come un servizio psicologico fornito da un professionista formato, basato soprattutto su comunicazione e interazione, con funzioni di valutazione, diagnosi e trattamento di reazioni emotive, pensieri e comportamenti disfunzionali.
Questo non significa che tutti gli ordinamenti siano uguali. Ogni Paese ha regole proprie. Ma mostra un punto importante: psychotherapy, in molti contesti internazionali, non indica automaticamente una professione autonoma contrapposta allo psychologist.
Indica piuttosto un insieme di trattamenti psicologici o psicosociali erogati da professionisti abilitati secondo le regole locali.
Per questo, tradurre sempre psychotherapy con psicoterapia, nel senso italiano del termine, può produrre confusione.
La restrizione italiana del significato
Nel contesto internazionale, psychotherapy descrive spesso il che cosa si fa: terapia psicologica, trattamento attraverso strumenti psicologici, cura fondata su relazione, parola, comportamento, emozione e funzionamento.
Nel contesto italiano, invece, psicoterapia richiama anche il chi può farlo: lo Psicologo o il Medico con la specifica formazione prevista dall’articolo 3 della Legge 56/1989.
Il risultato è che una parola ampia, clinica e funzionale è stata progressivamente percepita come una parola di status. Da concetto di cura è diventata, nell’immaginario professionale, una soglia identitaria.
Così molti hanno finito per pensare che la cura psicologica inizi solo con la psicoterapia.
Non è così.
Lo Psicologo cura perché interviene sul funzionamento
La Legge 56/1989, all’articolo 1, definisce la professione di Psicologo attraverso l’uso degli strumenti conoscitivi e di intervento per prevenzione, diagnosi, abilitazione-riabilitazione e sostegno in ambito psicologico, rivolti alla persona, al gruppo, agli organismi sociali e alle comunità.
Questi atti non sono attività minori. Sono il cuore dell’intervento psicologico.
Quando lo Psicologo valuta, sostiene, abilita, riabilita, previene, orienta, accompagna, modifica condizioni di sofferenza e lavora sul funzionamento mentale, emotivo, relazionale, sessuale, comportamentale e psicosociale della persona, svolge attività clinica e terapeutica in senso psicologico.
Questo non trasforma automaticamente ogni intervento psicologico in psicoterapia ai sensi dell’articolo 3. Significa però che la funzione terapeutica dello Psicologo non può essere negata solo perché non viene chiamata psicoterapia.
La prospettiva dell’OMS rafforza questo punto. La salute mentale riguarda la possibilità della persona di affrontare le difficoltà della vita, riconoscere le proprie capacità, apprendere, lavorare e contribuire alla comunità. L’ICF, sempre dell’OMS, legge salute e disabilità attraverso funzionamento, domini di salute e fattori ambientali.
Se la salute psicologica riguarda il funzionamento, allora l’intervento dello Psicologo sul funzionamento non può essere trattato come attività accessoria.
È cura psicologica.
Il Codice Deontologico parla di cura dello Psicologo
Il Codice Deontologico vigente conferma questa cornice.
L’articolo 27 parla espressamente dello Psicologo che valuta l’interruzione del rapporto terapeutico quando constata che il paziente non trae beneficio dalla cura.
Questo passaggio è importante perché non attribuisce il linguaggio della cura e del rapporto terapeutico soltanto allo “psicoterapeuta”. Lo riferisce allo Psicologo.
La deontologia professionale, quindi, non descrive lo Psicologo come un operatore preliminare, minore o esterno alla cura. Lo colloca pienamente dentro una relazione professionale che può avere natura terapeutica.
Anche la prassi fiscale riconosce finalità terapeutiche alle prestazioni dello Psicologo
Un ulteriore elemento arriva dalla prassi fiscale.
L’Agenzia delle Entrate indica come detraibili, senza necessità di prescrizione medica, le prestazioni rese da psicologi e “psicoterapeuti” per finalità terapeutiche.
Questo dato non fonda, da solo, la disciplina professionale. La disciplina professionale resta quella prevista dalla Legge 56/1989.
Tuttavia, conferma un punto rilevante: anche sul piano amministrativo-fiscale, la finalità terapeutica può appartenere alle prestazioni rese dallo Psicologo, non soltanto alla psicoterapia in senso tecnico-giuridico italiano.
Il falso amico psychotherapy / psicoterapia
Da un punto di vista linguistico, psychotherapy e psicoterapia funzionano oggi come un falso amico semantico.
Le due parole si assomigliano, ma non coincidono pienamente.
Psychotherapy, in molti contesti internazionali, indica una categoria clinico-scientifica ampia: trattamenti psicologici, psychological therapies, talking therapies, interventi fondati sulla relazione e sulla comunicazione terapeutica.
Psicoterapia, in Italia, indica invece una specifica attività regolata dall’articolo 3 della Legge 56/1989, esercitabile da Psicologi e Medici con una determinata formazione post-lauream.
La differenza è sostanziale.
Psychotherapy risponde alla domanda: quale tipo di trattamento viene svolto?
Psicoterapia, in Italia, risponde anche alla domanda: quali requisiti giuridici servono per denominare ed esercitare quella specifica attività?
Se questo passaggio non viene chiarito, si rischia di importare testi, linee guida, manuali e studi internazionali traducendo psychotherapy con psicoterapia e concludendo, in modo scorretto, che ogni volta che la letteratura parla di psychotherapy stia parlando dello “psicoterapeuta” italiano.
Molto spesso sta parlando di terapia psicologica.
Una regola pratica di traduzione
Per evitare confusioni, la regola più prudente è questa.
Quando in un testo internazionale compare psychotherapy, la traduzione più corretta, salvo contesto contrario, è terapia psicologica, trattamento psicologico o intervento psicologico.
La parola psicoterapia andrebbe usata, in italiano, quando si fa riferimento all’attività disciplinata dall’articolo 3 della Legge 56/1989, alle scuole di specializzazione riconosciute, o alla qualifica di Psicologo o Medico con specifica formazione psicoterapeutica.
Questa precisione non è un dettaglio.
È tutela della Psicologia.
Psychotherapy non cancella gli atti tipici dello Psicologo
Nel lessico internazionale, psychotherapy può includere molte forme di intervento che in Italia, a seconda del contenuto concreto, possono rientrare pienamente negli atti tipici dello Psicologo: sostegno, diagnosi psicologica, valutazione clinica, counselling psicologico quando svolto dallo Psicologo e ricondotto agli strumenti conoscitivi e di intervento propri della professione psicologica, interventi cognitivi e comportamentali, interventi di gruppo, interventi psicoeducativi, lavoro sul trauma, promozione del funzionamento, abilitazione e riabilitazione psicologica.
Questo non significa che in Italia tutto possa essere chiamato psicoterapia.
Significa il contrario: bisogna distinguere con rigore tra il contenuto clinico-scientifico dell’intervento e la sua denominazione giuridica italiana.
Uno Psicologo può fare terapia psicologica senza essere “psicoterapeuta”.
Uno Psicologo può curare attraverso prevenzione, diagnosi, sostegno, abilitazione e riabilitazione psicologica.
Uno Psicologo può svolgere interventi terapeutici sul funzionamento mentale, psicofisico, sessuale e relazionale della persona.
Ciò che non può fare, se non possiede i requisiti previsti, è qualificarsi come “psicoterapeuta” o presentare la propria attività come psicoterapia in senso tecnico-giuridico italiano.
Mini glossario
Psychotherapy: nel lessico internazionale, termine ampio che può indicare trattamenti psicologici, psychological therapies o talking therapies, secondo il contesto normativo e professionale del Paese di riferimento.
Talking therapies: espressione usata nel sistema britannico per indicare terapie basate sul parlare con un professionista formato, spesso chiamate anche psychological therapies.
Psicoterapia in Italia: attività psicoterapeutica disciplinata dall’articolo 3 della Legge 56/1989, esercitabile da Psicologi e Medici con specifica formazione professionale.
Terapia psicologica: intervento dello Psicologo sul funzionamento mentale, emotivo, comportamentale, sessuale, relazionale e psicosociale della persona.
Atti tipici dello Psicologo: prevenzione, diagnosi, sostegno, abilitazione-riabilitazione in ambito psicologico, secondo l’articolo 1 della Legge 56/1989.
ICF: classificazione OMS che legge salute e disabilità attraverso funzionamento, attività, partecipazione e fattori contestuali.
Falso amico semantico: parola formalmente simile a una parola di un’altra lingua, ma diversa nel significato effettivo.
Conclusione
Gli Psicologi che operano clinicamente possono svolgere interventi che, nel lessico internazionale, rientrano spesso nell’area ampia della psychotherapy, della psychological therapy o della talking therapy.
Questo però non significa che svolgano necessariamente psicoterapia nel significato tecnico-giuridico italiano.
In Italia, la parola psicoterapia indica una specifica attività regolata, non tutta la cura psicologica.
Questa distinzione permette di evitare due errori opposti.
Il primo è chiamare psicoterapia qualunque intervento psicologico.
Il secondo è negare che lo Psicologo, attraverso i propri atti tipici, possa curare e fare terapia psicologica.
La precisione terminologica serve proprio a questo: rispettare la legge senza impoverire la Psicologia.
Perché la cura psicologica non nasce dalla parola psicoterapia.
Nasce dalla Psicologia, dai suoi strumenti, dalla sua clinica, dalla sua scienza e dalla responsabilità professionale dello Psicologo.
Fonti
Legge 56/1989, articoli 1 e 3.
Codice Deontologico vigente CNOP, articolo 27.
NHS, Talking therapies / psychological therapies.
American Psychological Association, psychotherapy.
World Health Organization, mental health.
World Health Organization, ICF.
Agenzia delle Entrate, spese sanitarie detraibili.
MUR, fonti normative sulla psicoterapia.



