Ogni tanto torna fuori questa frase: “lo Psicologo fa sostegno, lo ‘psicoterapeuta’ cura e fa terapia”. Suona semplice, ma è sbagliata, e non è un dettaglio: è un modo di parlare che confonde le persone e svaluta pezzi enormi del lavoro clinico dello Psicologo.
La professione non è “solo ascolto” e non è “solo consulenza”: il perimetro è molto più ampio e comprende prevenzione, diagnosi, abilitazione-riabilitazione e sostegno, come indica esplicitamente la Legge 56/1989. Tradotto in modo pratico, lo Psicologo lavora per ridurre sofferenza, bloccare peggioramenti, far recuperare funzionamento, aumentare risorse e competenze. Questa è cura, punto.
E se ti chiedi qual è il traguardo della cura, la risposta non è “la vita perfetta”. È qualcosa di più concreto: aiutare una persona a tornare al miglior equilibrio possibile, cioè stare meglio e funzionare meglio. È il senso del recovery: riprendere in mano la propria vita con più stabilità emotiva, più lucidità, più continuità nelle relazioni, nel lavoro, nel sonno, nelle scelte. A volte significa uscire da un blocco, altre volte imparare a gestire una vulnerabilità senza esserne schiacciati; in ogni caso significa muoversi verso un benessere più solido.
Dentro questa cornice, anche la diagnosi psicologica è già parte della cura, perché non è “attaccare un’etichetta”, ma capire con metodo cosa sta succedendo: dove si inceppa il funzionamento, cosa mantiene il problema, cosa peggiora e cosa protegge, quali obiettivi sono realistici adesso. Senza questa chiarezza si rischia di fare interventi a caso o di trascinare il problema nel tempo.
Poi c’è la prevenzione, che è terapeutica quando serve a proteggere la salute: primaria quando evita che un problema inizi o prenda forza, secondaria quando interviene presto sui primi segnali, terziaria quando riduce ricadute e complicazioni, quaternaria quando protegge la persona da cure inutili, percorsi senza obiettivi, eccessi di interpretazione o medicalizzazione impropria.
E c’è un altro pezzo decisivo, spesso sottovalutato: l’abilitazione-riabilitazione. È clinica pura, perché lavora sul recupero delle competenze e del funzionamento nella vita reale: regolazione emotiva, capacità relazionali, gestione dell’ansia, controllo degli impulsi, abilità di coping, ritorno alla vita sociale e lavorativa, ricostruzione di routine sane.
A questo punto va detto senza ambiguità: anche il sostegno è terapia, perché è terapeutico. Terapeutico, in senso clinico, significa una cosa semplice: un intervento orientato alla salute e al funzionamento, con obiettivi chiari e responsabilità professionale. Se il sostegno è clinico, non è una chiacchierata gentile: è un intervento che stabilizza, contiene, chiarisce, rinforza risorse, riduce sofferenza, previene peggioramenti; nella pratica è terapia di supporto (supportive therapy), spesso essenziale in fasi delicate. Quindi la contrapposizione “sostegno vs terapia” non regge: il sostegno può essere terapia, ed è terapeutico quando ha finalità di salute e un metodo professionale.
Per questo non ha senso contrapporre Psicologo e “psicoterapeuta”: è una falsa gerarchia che mescola piani diversi. Lo Psicologo è una professione con attività tipiche che includono già la cura psicologica; “psicoterapeuta” è un modo comune di indicare uno Psicologo o un medico con una formazione specifica per praticare psicoterapia, ma non significa che uno “sostiene” e l’altro “cura”. È un’idea che fa danni: al cittadino, che si sente costretto a inseguire un’etichetta, e allo Psicologo, che viene dipinto come “meno terapeuta” anche quando sta facendo cura vera e utile.
E già che ci siamo, una precisazione pratica: sul piano fiscale, se la prestazione ha finalità terapeutiche ed è correttamente documentata, rientra nel perimetro delle spese sanitarie detraibili secondo le regole generali (documento fiscale e, di norma, pagamento tracciabile). Non è una promessa “sempre e comunque”, è una cornice: conviene dirla così, senza creare aspettative sbagliate.
In sintesi, lo Psicologo, per Legge, non fa solo sostegno, ma fa prevenzione, diagnosi, abilitazione-riabilitazione e sostegno; tutto questo è cura psicologica orientata al recovery, cioè al miglior benessere e funzionamento possibile. Anche il sostegno clinico è terapia, quindi è terapeutico. Per questo è scorretto dire che “lo psicologo fa sostegno e lo psicoterapeuta cura e fa terapia”: lo Psicologo cura già, e la psicoterapia è una forma specifica di cura psicologica, non l’unica.
Enrico Rizzo, Psicologo, Presidente di MetaPsi Aps




