Dire “l’EMDR appartiene a EMDR Italia” è una scorciatoia linguistica che crea un equivoco: mette sullo stesso piano un’associazione (con i suoi percorsi e standard formativi) e un metodo clinico. Questo articolo serve a separare correttamente i piani, usando solo elementi verificabili e formule prudenti.
Che cosa si intende qui per “EMDR Italia” (verifica sul web)
In questo testo, “EMDR Italia” indica l’ente associativo collegato al sito emdr.it, che sul sito stesso viene denominato “Associazione per l’EMDR in Italia”.
La stessa denominazione compare anche nella scheda informativa del CNOP intitolata “EMDR Italia”, dove il soggetto è indicato come “Associazione per l’EMDR in Italia”, con sede e contatti.
Quindi, quando nell’articolo si legge “EMDR Italia”, si sta parlando dell’Associazione per l’EMDR in Italia (spesso chiamata in forma abbreviata “EMDR Italia” nella comunicazione pubblica).
Dove nasce l’equivoco: “ufficiale” non significa “proprietà del metodo”
Sul sito emdr.it compaiono espressioni che presentano l’associazione come riferimento “ufficiale” per la formazione “certificata” in terapia EMDR in Italia. Questo tipo di formulazione può indurre un lettore a un passaggio implicito: se esiste un canale “ufficiale”, allora l’EMDR “appartiene” a quel canale. Ma è un salto logico: ruolo organizzativo e qualità formativa non coincidono automaticamente con la proprietà esclusiva del metodo.
Metodo, materiali e segni distintivi: cosa può essere tutelato
Per non confondere i piani, basta una distinzione netta:
- I materiali (manuali, testi, video, slide) possono essere tutelati come opere, perché sono “espressioni” originali.
- I segni distintivi (nome/logo nella forma registrata) possono essere tutelati come marchi, per evitare confusione sul mercato.
- Il metodo, considerato come procedura/idea in astratto, non diventa automaticamente “proprietà” di un ente solo perché quell’ente lo insegna o lo promuove.
Questo è coerente con un principio generale chiarito da WIPO: la protezione del copyright riguarda l’espressione, non idee, procedure o metodi di operazione “in quanto tali”.
Marchio denominativo e marchio figurativo: la differenza che evita malintesi
Quando si parla di “marchio”, è utile usare le categorie corrette:
- Il marchio denominativo tutela la parola in caratteri standard.
- Il marchio figurativo tutela un segno grafico/logo (anche con parole, ma dentro una specifica resa grafica).
Questa distinzione è chiarita nelle pagine EUIPO sui tipi di marchio e nella definizione di marchio figurativo.
Il punto pratico è semplice: anche quando un soggetto tutela un proprio marchio, la tutela riguarda il segno distintivo e la confondibilità, non la “proprietà” del metodo clinico.
Cosa può fare lo Psicologo: apprendere e usare EMDR nel rispetto di legge e deontologia
Uno Psicologo iscritto all’Albo può formarsi e utilizzare EMDR nella propria pratica professionale, a condizione che lo faccia con criteri concreti di responsabilità: competenza reale, riconoscimento dei limiti, aggiornamento, correttezza nella comunicazione al pubblico e tutela della persona, secondo il Codice Deontologico – testo vigente (CNOP).
La cautela che va sempre tenuta distinta è l’inquadramento dell’attività: la Legge 56/1989 prevede che l’esercizio dell’attività psicoterapeutica sia subordinato a una specifica formazione professionale acquisita tramite corsi di specializzazione almeno quadriennali.
Questo non “trasforma” automaticamente ogni uso di EMDR in psicoterapia, ma chiarisce che ciò che conta è come l’intervento viene esercitato e presentato, e quali requisiti formativi si collegano a quella cornice.
Conclusione
Chiarito che, in questo articolo, “EMDR Italia” indica l’Associazione per l’EMDR in Italia (come risulta dal sito emdr.it e dalla scheda CNOP), la frase corretta è questa: l’EMDR non appartiene a EMDR Italia nel senso di proprietà esclusiva del metodo clinico. L’associazione può promuovere standard formativi e tutelare materiali e segni distintivi; il metodo resta un metodo clinico, da usare responsabilmente entro legge e deontologia.




