Nel linguaggio corrente degli Ordini professionali è diffusa l’espressione “annotazione come psicoterapeuta”. Si tratta però di una formula non giuridica, assente dai testi normativi come dicitura tecnica. La confusione nasce quando una prassi amministrativa viene interpretata come se fosse una qualificazione giuridica autonoma.
Per chiarire occorre distinguere tre piani: la legge, l’annotazione amministrativa, le conseguenze culturali della loro sovrapposizione.
Cosa afferma la Legge
La Legge 56/1989 disciplina l’attività psicoterapeutica e ne stabilisce la condizione formativa: l’esercizio dell’attività psicoterapeutica è subordinato al possesso di una specifica formazione post-laurea, acquisita tramite una scuola di specializzazione almeno quadriennale.
Questo significa che la legge regola un’attività e ne definisce i requisiti formativi, ma non istituisce una professione autonoma né un titolo professionale chiamato “psicoterapeuta”.
Dal punto di vista normativo, quindi, non esiste un titolo di “psicoterapeuta” da annotare. Esiste un solo titolo giuridicamente rilevante ai fini dell’esercizio dell’attività psicoterapeutica: il Diploma di Specializzazione.
La parola “psicoterapeuta” nella legge e nel Codice crea un titolo?
No. La presenza della parola “psicoterapeuta” nella Legge 56/1989 e nel Codice Deontologico – testo vigente (CNOP) non comporta la creazione di un titolo professionale autonomo.
In diritto, l’uso di un termine in una norma può avere funzione descrittiva: serve a indicare, in modo sintetico, chi esercita una certa attività o si trova in una certa condizione, senza che questo equivalga a istituire una professione distinta o un nuovo titolo.
La legge non definisce un “psicoterapeuta” come figura autonoma, non crea un Albo separato, non prevede un’abilitazione distinta. Regola l’attività psicoterapeutica e collega il suo esercizio a un requisito formativo, cioè al Diploma di Specializzazione.
Lo stesso vale per il Codice Deontologico – testo vigente (CNOP): il Codice disciplina doveri, limiti e responsabilità del professionista, ma non ha potere istitutivo. Quando utilizza il termine “psicoterapeuta”, lo fa per riferirsi a una modalità di esercizio dell’attività, non per creare uno status giuridico nuovo.
Cosa annota realmente l’Ordine
Gli Ordini professionali operano sul piano amministrativo.
Quando uno Psicologo consegue una specializzazione, ciò che viene registrato nella sua scheda d’Albo è il Diploma di Specializzazione, non una nuova qualifica professionale.
Giuridicamente parlando, l’oggetto dell’annotazione è il titolo formativo. In alternativa, l’Ordine può indicare l’attività psicoterapeutica esercitabile in virtù di quel titolo. In nessun caso viene annotata una professione autonoma o attribuito uno status giuridico diverso.
L’espressione “annotazione come psicoterapeuta” è quindi una semplificazione linguistica, usata per comodità, ma priva di fondamento giuridico come titolo o qualifica autonoma.
Le conseguenze culturali della confusione
Il problema nasce quando l’annotazione del Diploma di Specializzazione viene raccontata come se fosse l’annotazione di un titolo chiamato “psicoterapeuta”.
Questo slittamento produce effetti concreti: trasforma una competenza formativa in un’identità professionale diversa; crea gerarchie simboliche che la legge non prevede; comunica ai cittadini l’idea che esistano due professioni distinte, quando la differenza riguarda solo un titolo e un’attività esercitabile.
Questa confusione non nasce dalla legge, ma dall’uso improprio del linguaggio.
Chiarimento finale
“Psicoterapeuta” non è un titolo professionale, non è una qualifica giuridica autonoma, non è una professione separata.
È un’etichetta descrittiva usata nel linguaggio comune per indicare uno Psicologo o un Medico che, in virtù del Diploma di Specializzazione, può esercitare l’attività psicoterapeutica.
Il valore giuridico risiede nel titolo formativo e nella possibilità di esercitare una specifica attività, non nel nome con cui quella attività o chi la esercita viene descritto.
Enrico Rizzo, Psicologo, Presidente di MetaPsi Aps




