Nel dibattito professionale italiano si continua spesso a parlare come se esistessero due figure contrapposte: da una parte lo Psicologo, dall’altra lo “psicoterapeuta”.
Questa contrapposizione, però, rischia di generare una distorsione profonda.
Nel caso degli Psicologi, lo “psicoterapeuta” non è una professione diversa dallo Psicologo. È uno Psicologo che, dopo l’iscrizione all’Albo, ha completato uno specifico percorso di formazione in psicoterapia.
Questa formazione può essere importante. Può ampliare competenze, strumenti, modelli teorici e possibilità di intervento. Ma non cambia la professione di appartenenza, non crea una categoria autonoma e non introduce una gerarchia generale tra Psicologi.
La specializzazione arricchisce il percorso del singolo professionista.
Non lo colloca automaticamente sopra gli altri.
La specializzazione è un approfondimento, non una nuova professione
In Italia, quando si parla di specializzazione post-laurea in psicologia, molti immaginano che essa produca automaticamente una nuova figura professionale o un livello superiore rispetto allo Psicologo.
È una lettura molto diffusa, ma fragile.
La specializzazione è un percorso di approfondimento. Arricchisce, amplia e raffina. Può fornire strumenti ulteriori e consentire al professionista di sviluppare competenze specifiche.
Ma non sostituisce la professione di partenza.
Per lo Psicologo, l’identità professionale resta quella definita dalla Legge 56/1989. La professione è quella di Psicologo. La formazione ulteriore può specializzare, qualificare, differenziare, ma non crea una professione ordinistica autonoma chiamata “psicoterapeuta”.
La specializzazione, quindi, è successiva.
Non è superiore.
Essere specializzati non significa essere superiori
Uno dei miti più radicati nel nostro settore è l’idea che chi ha una specializzazione sia automaticamente più competente, mentre chi non ce l’ha sarebbe automaticamente meno competente.
Questa idea è troppo generica e, proprio per questo, fuorviante.
Chi completa una scuola di specializzazione in psicoterapia acquisisce una formazione specifica in psicoterapia. Questo dato va riconosciuto.
Ma da qui non deriva che sia più competente in senso assoluto rispetto a ogni altro Psicologo, in ogni ambito clinico, con ogni persona e in ogni contesto.
La competenza professionale non si misura soltanto contando gli anni di un percorso formativo.
Si costruisce attraverso lo studio, l’esperienza, la supervisione, la formazione continua, la pratica, la responsabilità, la capacità di valutazione, la prudenza clinica e il rispetto dei limiti del proprio sapere.
Per questo, è più corretto dire che uno Psicologo specializzato in psicoterapia è diversamente formato.
Non necessariamente più competente in assoluto.
Ogni formazione differenzia
Un altro equivoco consiste nel pensare che solo la scuola di psicoterapia produca vera competenza professionale.
In realtà, ogni percorso formativo serio differenzia il singolo Psicologo.
Lo fanno i master universitari.
Lo fanno i corsi specialistici.
Lo fa la ricerca.
Lo fa il lavoro nei servizi.
Lo fa la formazione continua.
Lo fa la supervisione.
Lo fanno l’esperienza clinica, l’attività riabilitativa, la neuropsicologia, la psicologia evolutiva, la psicologia oncologica, la psicologia del trauma, la sessuologia, la psicologia giuridica, la psicologia scolastica, la psicologia del lavoro e molti altri ambiti.
Dire che lo “psicoterapeuta” è più formato dello Psicologo è quindi una semplificazione.
È più corretto dire che uno Psicologo specializzato in psicoterapia ha un certo tipo di formazione in più. Altri Psicologi, però, possono avere altri percorsi, altre esperienze, altre competenze e altre specializzazioni professionali rilevanti.
La differenza non è tra una categoria competente e una categoria meno competente.
La differenza è tra percorsi professionali diversi.
Psicologo e “psicoterapeuta” non sono due identità contrapposte
Contrapporre Psicologo e “psicoterapeuta” crea confusione.
Non siamo davanti a due psicologie separate.
Non siamo davanti a due professioni autonome.
Non siamo davanti a due identità professionali necessariamente alternative.
Nel caso dello Psicologo, la formazione in psicoterapia si aggiunge alla professione psicologica. Non la sostituisce.
Lo Psicologo resta Psicologo anche quando acquisisce una specializzazione in psicoterapia.
Questo punto è essenziale, perché molte narrazioni pubbliche sembrano suggerire che lo Psicologo senza specializzazione in psicoterapia sia una figura incompleta, generica o clinicamente minore.
Questa idea non trova fondamento nella definizione legale della professione di Psicologo e rischia di impoverire l’intera comunità professionale.
Ridurre il valore terapeutico dello Psicologo alla sola psicoterapia significa restringere artificialmente il campo della cura psicologica.
Significa ignorare che lo Psicologo opera anche attraverso prevenzione, diagnosi, sostegno, abilitazione-riabilitazione, intervento sul funzionamento psicologico, relazione professionale, valutazione, accompagnamento e promozione della salute.
La scuola di psicoterapia differenzia il singolo Psicologo
Anche la scuola di psicoterapia non produce una categoria uniforme.
Ogni scuola segue un modello teorico diverso.
Ogni istituto ha criteri, qualità, impostazioni e culture formative differenti.
Ogni allievo attraversa quel percorso con la propria storia, le proprie capacità, i propri limiti, i propri interessi e la propria sensibilità.
Ogni professionista, alla fine, sviluppa competenze che possono essere anche molto diverse da quelle di altri colleghi specializzati nello stesso ambito generale.
La scuola di psicoterapia, quindi, differenzia il singolo Psicologo.
Non crea una categoria omogenea, superiore e automaticamente più competente in ogni contesto.
Attribuirle questo ruolo significa trasformare un percorso formativo in un simbolo gerarchico.
Ed è proprio qui che nasce lo psicoterapeuticocentrismo: quando una formazione specifica viene trattata come se fosse il centro, il vertice o la misura unica della cura psicologica.
La specializzazione è successiva, non superiore
La frase centrale è questa: la specializzazione è successiva, non superiore.
Il fatto che venga dopo la laurea non significa che stia sopra la professione di Psicologo.
Il fatto che duri diversi anni non significa che renda automaticamente più competenti in ogni area.
Il fatto che sia richiesta in alcuni contesti non significa che crei una gerarchia generale tra colleghi.
La specializzazione in psicoterapia è una differenziazione professionale.
Non è un avanzamento gerarchico dell’identità professionale dello Psicologo.
Il punto non è svalutare la psicoterapia.
Il punto è evitare che la psicoterapia venga usata per svalutare tutto ciò che psicoterapia non è.
La vera differenza è tra Psicologi
La specializzazione in psicoterapia può essere una ricchezza.
Può essere un’opportunità formativa importante.
Può rappresentare un approfondimento utile per molti colleghi.
Ma non crea due professioni, non crea due categorie autonome e non divide gli Psicologi in formati e meno formati.
La vera differenza non è tra Psicologo e “psicoterapeuta”.
La vera differenza è tra Psicologi.
Tra persone, percorsi, sensibilità, capacità, esperienze, aggiornamento, pratica, etica, competenza e responsabilità.
Come accade in tutte le professioni.
Uno Psicologo può essere molto competente in un ambito senza essere specializzato in psicoterapia.
Un altro Psicologo può essere specializzato in psicoterapia e non essere automaticamente competente in ogni settore clinico.
La qualità professionale non dipende da un’etichetta.
Dipende dal modo in cui ogni Psicologo costruisce, aggiorna e assume responsabilmente la propria competenza.



