Quando si parla di psicoterapia nel lessico dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, conviene partire da una domanda molto semplice: l’OMS usa davvero la parola “psicoterapia” come categoria centrale e generale, oppure preferisce altri termini per descrivere gli interventi psicologici in salute mentale? La risposta è importante, perché aiuta a capire come l’OMS organizza il proprio linguaggio tecnico e come colloca la psicoterapia dentro il più ampio quadro dei trattamenti per la sofferenza psichica.
Nelle fonti OMS consultate, la psicoterapia non è assente. Compare, però, dentro un lessico più ampio in cui ricorrono molto spesso espressioni come interventi psicologici, trattamenti psicologici e, in alcuni casi, counselling psicologico. Già questo dato suggerisce che, per l’OMS, la psicoterapia non è l’unica parola utile per descrivere il lavoro clinico psicologico, ma una delle categorie che rientrano nel campo più vasto degli interventi psicologici. (who.int)
Per questo motivo, prima di attribuire all’OMS idee troppo semplici o troppo assolute sulla psicoterapia, conviene guardare da vicino come l’Organizzazione usa davvero questi termini nei suoi documenti e nelle sue pagine ufficiali sulla salute mentale.
Nelle fonti OMS qui considerate, la psicoterapia non scompare affatto. Va però chiarito bene in che modo compare. L’OMS, nelle sue pagine più operative e recenti sulla salute mentale, usa molto spesso le espressioni psychological interventions e psychological treatments, e precisa anche che questi interventi sono talvolta chiamati psychological counselling. Già questo dato mostra che, nel lessico OMS, la psicoterapia non è l’unica parola usata per descrivere gli interventi psicologici. (who.int)
Questo non significa che l’OMS ignori la psicoterapia. Significa, più precisamente, che nelle fonti consultate tende a collocarla dentro una categoria più ampia, quella degli interventi o trattamenti psicologici. È infatti dentro questo quadro che l’OMS presenta le varie modalità di intervento, valorizzandone struttura, base di evidenza, scalabilità e possibilità di implementazione nei servizi. (who.int)
Quando l’OMS entra nel merito clinico, nomina in modo esplicito diverse terapie psicologiche. Nella pagina sui disturbi d’ansia afferma che gli interventi psicologici sono trattamenti essenziali e che quelli con maggiore evidenza sono soprattutto quelli basati sui principi della cognitive-behavioural therapy, inclusa l’exposure therapy. Questo conferma che, nelle fonti OMS, la psicoterapia compare soprattutto come insieme di modelli specifici e strutturati, non come etichetta generica che assorbe tutto il resto. (who.int)
Lo stesso vale per la depressione. L’OMS raccomanda interpersonal therapy come possible first line treatment for depression e ha pubblicato uno specifico manuale per la Group Interpersonal Therapy. In altri documenti mhGAP richiamati dalle fonti OMS compaiono anche cognitive behavioural therapy, behavioural activation, problem-solving treatment e altre psychotherapies brevi e strutturate. Questo rafforza una conclusione precisa: la psicoterapia, nelle fonti OMS considerate, esiste eccome, ma viene trattata soprattutto come una o più modalità specifiche di trattamento psicologico evidence-based. (who.int)
Un altro aspetto importante è che l’OMS lega questi interventi non solo alla loro efficacia clinica, ma anche alla loro implementabilità. La documentazione OMS più recente insiste infatti sugli interventi psicologici manualizzati e sulla possibilità di erogarli, in alcuni contesti, anche tramite personale non specialista formato e supervisionato. Questo, però, riguarda il modo in cui l’OMS prova a ridurre il treatment gap e ad aumentare l’accesso ai servizi; non equivale, da solo, a definire i confini giuridico-professionali dei singoli ordinamenti nazionali. (who.int)
La formulazione più prudente e più fedele alle fonti OMS è quindi questa: nelle fonti OMS qui considerate, la categoria più ampia e ricorrente è quella degli interventi psicologici o dei trattamenti psicologici; dentro questa categoria l’OMS colloca anche specifiche psicoterapie, come la terapia cognitivo-comportamentale, la terapia interpersonale, l’exposure therapy e altre forme strutturate di intervento. (who.int)
Di conseguenza, attribuire all’OMS l’idea che la psicoterapia sia l’unica chiave per leggere tutta la cura psicologica sarebbe una forzatura. Ma sarebbe una forzatura anche dire che l’OMS non riconosce la psicoterapia. La lettura più corretta è un’altra: l’OMS riconosce la psicoterapia, ma tende a inserirla dentro il quadro più ampio degli interventi psicologici evidence-based, valutati in termini di efficacia, accessibilità, formazione, supervisione e integrazione nei servizi. (who.int
Fonti OMS
Psychological interventions (WHO)
Anxiety disorders (WHO)
Group Interpersonal Therapy for Depression (WHO)
WHO launches new manual to support delivery of psychological interventions (WHO)
Comparative effectiveness of different formats of psychological treatments for depressive disorder (WHO mhGAP)
Brief, structured psychological treatment for adults with depression (WHO mhGAP)



