I siti degli Ordini territoriali degli Psicologi rappresentano oggi uno dei principali spazi in cui la professione si presenta ai cittadini, agli iscritti, agli studenti e ai giovani laureati. Il CNOP pubblica ufficialmente la rete dei Consigli regionali e provinciali, confermando che questi portali costituiscono il livello ordinistico più visibile sul territorio. Per questo non svolgono soltanto una funzione amministrativa. Svolgono anche una funzione culturale, identitaria, informativa e orientativa.
Nel complesso, la presenza digitale dei siti territoriali appare buona sul piano istituzionale. In molti casi sono presenti albo, modulistica, FAQ, servizi per i cittadini, notizie, eventi, sezioni dedicate alla formazione e pagine sulla vita ordinistica. Da questo punto di vista, la prima conclusione è positiva: gli Ordini territoriali, nel loro insieme, presidiano in modo stabile e riconoscibile il proprio spazio digitale. La criticità principale, quindi, non riguarda l’assenza dei siti o una loro debolezza strutturale. Riguarda piuttosto il modo in cui i contenuti vengono selezionati, organizzati e resi più o meno visibili.
Il punto più delicato emerge quando si passa dalla funzione amministrativa alla rappresentazione pubblica della professione. In più contesti territoriali, la psicoterapia e le scuole di specializzazione ricevono una visibilità molto forte attraverso pagine dedicate, FAQ specifiche, forum, webinar, open day, materiali orientativi e, talvolta, organismi stabili di raccordo con il sistema delle scuole. Questo dato, di per sé, non è scorretto. Diventa criticabile quando non è accompagnato da una valorizzazione altrettanto chiara, stabile e visibile dell’autonomia professionale dello Psicologo nei suoi diversi ambiti di attività.
La questione, quindi, non è se la psicoterapia debba comparire nei siti degli Ordini. È naturale che compaia. La questione è un’altra: quanto spazio organizzativo, simbolico e comunicativo riceve rispetto alla pluralità delle funzioni proprie dello Psicologo. Quando la rappresentazione della crescita professionale avanzata tende a concentrarsi soprattutto sull’area psicoterapeutica, il rischio è che il pubblico e gli stessi iscritti ricevano una immagine ridotta della professione.
Esistono esempi di comunicazione relativamente più equilibrata. Il caso più chiaro, tra quelli emersi nell’analisi, è quello del Veneto. La pagina sulla corretta e trasparente informazione sulla figura professionale dello Psicologo richiama lo Psicologo come professionista sanitario e ricorda le attività di prevenzione, diagnosi, abilitazione, riabilitazione e sostegno in ambito psicologico. Il Vademecum Giovani 2024 aggiunge che i profili professionali dello Psicologo sono molti e in divenire. Questo è un dato importante, perché dimostra che una comunicazione ampia, non riduttiva e non sbilanciata è possibile.
Accanto a questo modello più equilibrato, esistono però contesti in cui l’area psicoterapeutica appare molto più fortemente strutturata sul piano della visibilità. In Lombardia, per esempio, il Forum delle Scuole di Psicoterapia viene presentato come evento annuale di orientamento per esplorare le opportunità formative nel campo della psicoterapia, con sito dedicato, agenda, scuole partecipanti e materiali disponibili anche dopo l’evento. Non si tratta, quindi, di una presenza occasionale o marginale. Si tratta di una infrastruttura comunicativa stabile e riconoscibile.
Anche in Emilia-Romagna il dato è significativo. La sezione “Orientamento alla formazione post-laurea” è costruita attorno a cicli di webinar come Il corpo in Psicoterapia tra modelli teorici e pratica clinica e I sensi e la pratica della psicoterapia, presentati come open day delle scuole di specializzazione in psicoterapia e degli atenei della regione. La stessa area “Formazione post Laurea” distingue inoltre tra master universitari e scuole di specializzazione. Il problema, in questo caso, non è la mera esistenza di tali iniziative. Il problema è il peso simbolico che esse assumono nella scena complessiva della formazione avanzata.
L’Abruzzo e il Piemonte rafforzano ulteriormente questa lettura. In Piemonte, il volume Orientamenti e innovazioni della Psicoterapia in Piemonte raccoglie gli atti di giornate di studio promosse dall’Ordine in collaborazione con le scuole di specializzazione aderenti. Nello stesso materiale emergono webinar professionalizzanti rivolti in modo selettivo a categorie già collocate, in tutto o in parte, nell’area psicoterapeutica o della relativa formazione. Questo dato è rilevante perché mostra che, in alcuni casi, non si è di fronte soltanto a una forte centralità simbolica, ma anche a iniziative che delimitano in modo più ristretto i destinatari.
Proprio qui, però, è essenziale mantenere la distinzione più importante emersa nell’intera analisi: centralità dell’area psicoterapeutica ed esclusione formale dello Psicologo non psicoterapeuta non sono la stessa cosa. In diversi casi, infatti, eventi, webinar e open day risultano aperti a laureandi, laureati in psicologia e Psicologi, e quindi non configurano una chiusura selettiva in senso stretto. Quando questo accade, la criticità non è l’accesso formale, ma la sproporzione della visibilità. In altri casi, invece, si documentano formule più selettive o destinatari più ristretti. Per questo motivo, la formulazione più rigorosa non è dire che tutti i siti escludono i non psicoterapeuti. La formulazione corretta è dire che, in più contesti territoriali, la psicoterapia riceve una promozione istituzionale più forte, più strutturata e più riconoscibile di altri percorsi di approfondimento professionale.
Questa integrazione è decisiva, perché sposta la critica dal piano impressionistico a quello strutturale. Lo squilibrio non riguarda soltanto singole frasi o singole pagine. Riguarda anche la quantità di spazio organizzativo e simbolico dedicato alla psicoterapia come area di sviluppo professionale. La formulazione più solida, quindi, è questa: in più siti territoriali la psicoterapia non riceve soltanto menzioni informative, ma una promozione istituzionale stabile e riconoscibile, attraverso forum, webinar, open day, materiali orientativi e, in alcuni casi, organismi permanenti di raccordo con le scuole.
Da qui emerge anche un profilo culturale più ampio. I siti ordinistici non si limitano a comunicare procedure. Contribuiscono a costruire l’immagine di ciò che appare più prestigioso, più avanzato e più rappresentativo della crescita professionale. Quando una sola area riceve una visibilità particolarmente ampia, questa scelta comunicativa può orientare la percezione pubblica e interna della professione. Non si tratta necessariamente di un atto di esclusione deliberata. Si tratta, più prudentemente, di una gerarchia comunicativa.
La conclusione più solida è dunque questa: i siti degli Ordini territoriali degli Psicologi appaiono nel complesso adeguati sul piano istituzionale, ma non sempre equilibrati nella distribuzione della visibilità professionale. In più casi, la psicoterapia e le scuole di specializzazione occupano uno spazio particolarmente forte, non sempre compensato da una rappresentazione altrettanto strutturata della pluralità dei profili, delle funzioni e delle competenze proprie dello Psicologo. Allo stato dei dati esaminati, questo è il punto critico più fondato, più preciso e meno esposto a contestazioni.



