Curare la psiche e curare la psicopatologia non significa soltanto intervenire su un sintomo. Se si guarda alla finalità sanitaria dell’intervento, curare significa proteggere, sostenere, recuperare e migliorare il funzionamento psicologico, psicofisico e relazionale della persona. Questa impostazione è coerente con la definizione dell’OMS di salute come benessere fisico, mentale e sociale, e con la definizione di salute mentale come condizione che consente di affrontare la vita, realizzare le proprie capacità, imparare, lavorare e contribuire alla comunità.
Se la salute mentale riguarda il modo in cui la persona vive, pensa, si regola, si relaziona e partecipa alla vita sociale, allora la sua cura non può essere ridotta a una sola etichetta tecnica. Deve necessariamente riguardare anche il funzionamento concreto della persona: la continuità di vita, la tenuta emotiva, l’autonomia, la capacità di scelta, la qualità delle relazioni e la possibilità di partecipare ai contesti di vita. In questo senso, curare la psiche e curare la psicopatologia significa intervenire non solo sulla sofferenza soggettiva, ma anche su ciò che quella sofferenza compromette.
La prevenzione rientra pienamente in questo nucleo della cura. L’OMS descrive la prevenzione come l’insieme degli interventi diretti a ridurre il peso delle condizioni di malattia e dei fattori di rischio, a evitarne l’insorgenza, a intercettarle precocemente o a limitarne le conseguenze. In ambito psichico questo significa che prevenire non è qualcosa di esterno alla cura. È già cura, perché significa agire prima che il funzionamento psicologico, psicofisico e relazionale si deteriori o si deteriori ulteriormente.
Anche il sostegno appartiene al cuore della cura. Quando l’OMS parla di salute mentale e di interventi psicologici, usa espressioni come supporto alla salute mentale, supporto psicosociale, counselling psicologico, peer support e supported living. Questo mostra che sostenere significa aiutare la persona a reggere una condizione di sofferenza, orientarsi, mantenere continuità di vita, non perdere autonomia e restare agganciata alle proprie risorse e ai propri contesti. Sul piano clinico, sostenere significa evitare il collasso del funzionamento o favorirne la ricostruzione.
L’abilitazione-riabilitazione rende il quadro ancora più chiaro. L’OMS definisce la riabilitazione come un insieme di interventi progettati per ottimizzare il funzionamento e ridurre la disabilità nelle persone con condizioni di salute in interazione con l’ambiente. Nella prospettiva delle Nazioni Unite, l’articolo 26 della Convenzione sui diritti delle persone con disabilità collega abilitazione e riabilitazione al raggiungimento e mantenimento della massima indipendenza, della piena capacità fisica, mentale, sociale e professionale e della piena partecipazione. Se queste sono le finalità di riferimento, allora curare la psiche e la psicopatologia significa anche sviluppare, recuperare, mantenere o potenziare il miglior funzionamento possibile.
Questa lettura è compatibile anche con il diritto italiano. L’articolo 1 della legge 56/1989 definisce la professione di Psicologo attraverso strumenti conoscitivi e di intervento per prevenzione, diagnosi, attività di abilitazione-riabilitazione e sostegno in ambito psicologico. Perciò, nel quadro normativo italiano, dire che la cura della psiche e della psicopatologia ha nel suo nucleo funzionale prevenzione, sostegno e abilitazione-riabilitazione è una lettura aderente alla struttura della legge, purché non si cancelli il ruolo della diagnosi e degli altri trattamenti psicologici.
Questo chiarisce anche il rapporto con la psicoterapia. L’American Psychological Association definisce la psychotheraphy come un servizio psicologico fornito da un professionista formato che usa principalmente comunicazione e interazione per valutare, diagnosticare e trattare problemi emotivi, cognitivi e comportamentali. Dunque la psicoterapia è una modalità clinica di trattamento psicologico. Ma la finalità della cura, anche quando prende forma psicoterapeutica, resta quella di ridurre sofferenza, prevenire deterioramento e promuovere o recuperare funzionamento. Per questo è più corretto dire che prevenzione, sostegno e abilitazione-riabilitazione descrivono il nucleo funzionale della cura psicologica, mentre la psicoterapia descrive una sua possibile modalità clinica.
In conclusione, curare la psiche e curare la psicopatologia non significa occuparsi soltanto di sintomi. Significa soprattutto impedire che il disagio si aggravi, aiutare la persona a reggere, sostenerne la continuità di vita e promuovere il recupero o lo sviluppo del miglior funzionamento psicologico, psicofisico e relazionale possibile. È in questo senso che la cura psicologica mostra il suo significato più pieno: non semplice riduzione del sintomo, ma tutela e ricostruzione del funzionamento umano.



