Come scegliere tra Psicologo e “psicoterapeuta”

Quando una persona vive un disagio psicologico, una sofferenza emotiva o un disturbo, la domanda che emerge quasi automaticamente è: “Devo rivolgermi a uno ‘psicoterapeuta’?”

È una domanda comprensibile. Nel linguaggio comune, “psicoterapia” è diventata un contenitore che spesso indica qualunque tipo di aiuto psicologico. Questa scorciatoia, però, crea confusione: porta a cercare un’etichetta prima ancora di capire di che cosa si ha davvero bisogno.

Il punto centrale è semplice: non è il bisogno della persona a richiedere uno “psicoterapeuta” come identità. A orientare la scelta sono il tipo di percorso desiderato e, soprattutto, il modo in cui si intende essere aiutati.

“Psicoterapeuta” è una parola shortcut, non una professione autonoma

In Italia la parola “psicoterapeuta” funziona spesso come una shortcut linguistica. Serve a indicare, in modo rapido, uno Psicologo o un Medico che esercita anche l’attività psicoterapeutica grazie a una formazione specifica.

È importante chiarirlo con nettezza: “psicoterapeuta” non indica una professione autonoma.

Lo si comprende da fatti concreti:

  • non esiste un Ordine degli “psicoterapeuti”;
  • non esiste un Albo autonomo degli “psicoterapeuti” distinto da quello degli Psicologi o dai registri dei Medici;
  • non esiste un titolo professionale autonomo di “psicoterapeuta” come professione a sé stante;
  • non esiste un’abilitazione alla professione di “psicoterapeuta” con esame di Stato dedicato;
  • non esiste una seconda abilitazione separata “all’esercizio della psicoterapia”: ciò che è richiesto è una formazione specifica collegata alle professioni di Psicologo e Medico.

Questo chiarimento evita l’equivoco più comune: confondere una modalità di cura con una professione autonoma.

Chi può rivolgersi a uno Psicologo

Chiunque viva un disagio psicologico, una sofferenza emotiva, una crisi, o anche una psicopatologia, può rivolgersi a uno Psicologo. Anche nei quadri psicopatologici, l’indicazione a una specifica modalità di intervento non è automatica: va valutata caso per caso.

Non è necessario desiderare fin dall’inizio un aiuto impostato su uno specifico metodo di cura applicato in modo specialistico. Molte persone cercano prima di tutto un lavoro clinico che permetta di:

  • capire che cosa sta succedendo;
  • ridurre il carico emotivo e la confusione;
  • migliorare la regolazione psicologica e psicofisiologica;
  • prevenire la cronicizzazione o l’aggravamento;
  • sostenere, riattivare o recuperare il funzionamento emotivo, relazionale e quotidiano.

Tutto questo rientra nella cura psicologica ed è parte del lavoro di uno Psicologo anche quando il percorso non è impostato come psicoterapia formale.

Quando ha senso parlare di psicoterapia

Questo chiarimento non mette in discussione il valore della psicoterapia come modalità di cura: serve solo a evitare che diventi un criterio gerarchico o identitario.

Qui è fondamentale essere precisi. La psicoterapia non si differenzia dagli atti tipici dello Psicologo perché sarebbe più lunga, più intensa o più “profonda”. Questi criteri non definiscono la psicoterapia e rischiano di creare gerarchie improprie.

L’unico discrimine chiaro è questo: si parla di psicoterapia quando c’è l’applicazione specialistica di uno specifico modello di cura.

In pratica, la psicoterapia entra in gioco quando:

  • il professionista imposta l’intervento come applicazione specialistica di un metodo teorico-tecnico specifico;
  • la persona richiede proprio quell’applicazione specialistica, cioè desidera essere aiutata all’interno di quel modello.

Chiarimento essenziale: “specialistica” non significa “migliore”

È importante evitare un equivoco frequente. “Specialistica” non significa, in assoluto, migliore, superiore, più profonda, più efficace, più adatta, più utile o più competente.

“Specialistica” descrive la forma del lavoro, non una gerarchia di valore. Non esiste alcuna regola generale per cui un percorso psicoterapeutico, solo perché specialistico, sia automaticamente più efficace o più indicato rispetto a un intervento psicologico non impostato come psicoterapia.

L’appropriatezza dipende dal match tra domanda, obiettivi, caratteristiche della persona e competenza reale del professionista, non dall’etichetta del percorso.

Chi decide se serve un modello specialistico

Non esistono criteri scientifici univoci e prescrittivi che impongano in modo automatico l’applicazione specialistica di un modello specifico rispetto ad altri interventi psicologici.

Per questo, nella pratica clinica, la scelta tra psicoterapia e altri interventi psicologici nasce soprattutto da:

  • una valutazione clinica iniziale e dalla definizione degli obiettivi;
  • l’orientamento e la competenza del professionista;
  • la preferenza della persona.

La scelta avviene all’interno di una valutazione clinica condivisa, basata su obiettivi realistici e informazione chiara.

In termini chiari: il paziente sceglie la psicoterapia quando desidera l’applicazione specialistica di un metodo di cura, e il professionista valuta se quella scelta è appropriata per la situazione.

Cura psicologica non significa solo psicoterapia

Un errore diffuso è pensare che, senza psicoterapia, non si stia facendo vera cura. Questa visione è riduttiva e impoverisce la psicologia clinica.

La cura psicologica comprende anche sostegno, prevenzione, valutazione clinica, accompagnamento nei momenti di crisi e percorsi di abilitazione e riabilitazione del funzionamento psicologico. In molti casi, è proprio questo che serve per rimettere ordine, recuperare stabilità e riprendere direzione.

La domanda giusta da porsi

La domanda più utile non è “Ho bisogno di uno ‘psicoterapeuta’?”, ma:
“Di che tipo di aiuto ho bisogno in questo momento?”
e, soprattutto:
“Desidero l’applicazione specialistica di un metodo di cura, oppure un intervento psicologico clinicamente appropriato non impostato come psicoterapia?”

Quando la domanda è formulata così, la scelta diventa più chiara e più rispettosa della persona.

In conclusione

La parola “psicoterapeuta” è una scorciatoia linguistica, non il nome di una professione autonoma. La psicoterapia è una modalità di cura definita dall’applicazione specialistica di un modello, non da criteri di superiorità, profondità o intensità.

Chi vive un disagio psicologico, una sofferenza o una psicopatologia e non desidera essere aiutato attraverso un metodo specialistico specifico può rivolgersi pienamente e legittimamente a uno Psicologo, trovando un aiuto clinico serio, competente e orientato alla cura.

La qualità dell’intervento non dipende dall’etichetta, ma dalla competenza, dall’appropriatezza e dalla chiarezza degli obiettivi.

Enrico Rizzo, Psicologo, Presidente di MetaPsi Aps (Palermo)